09 maggio 2013

CENA e assemblea NOTUNNELTAV


CENA e assemblea
NOTUNNELTAV 


Circolo Ricreativo LIPPI 
Via P. Fanfani 16 
22 Maggio – ore 20,30 

Programma della serata

  • Cena: € 15,00 per i soci - 18,00 per i non soci.
  • Tradizionale Riffa No Tunnel Tav: 15 ricchi premi, dono della socia Vida Mokhtari e provenienti dalla sua bella ex-cartoleria
  • Dopo cena e riffa, si svolgerà l'assemblea ordinaria dei soci dell'Associazione No Tunnel Tav di Firenze

Menù in corso di elaborazione


Cominciate a prenotare, 
telefonando o scrivendo a Elena (338 2830971 - elenaromoli@virgilio.it) e, se non l'avete già fatto, rinnovate la tessera alla nostra Associazione o iscrivetevi. 



VI ASPETTIAMO!


04 maggio 2013

GUASTI ALLE PORTE E DEGRADO DEL SERVIZO BASE

riceviamo la segnalazione di questo convegno organizzato dalla Confederazione Unitaria di Base (CUB)

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GUASTI ALLE PORTE E DEGRADO DEL SERVIZO BASE

Il Sistema di Comando e Controllo Centralizzato delle Porte, obbligatorio dal 1 gennaio 2013 per tutti i treni viaggiatori, ha comportato e sta comportando soprattutto nel servizio base (IC, ICN, EXP) situazioni pericolose e fatali. Come CUB Trasporti vogliamo mantenere alto il livello di guardia sulla sicurezza dei viaggiatori e del personale ferroviario, continuando il percorso intrapreso con la Lettera e la risposta ANSF e proseguendo l'azione congiunta di molte RSU\RLS d'Italia, al fine di ottenere interventi rapidi e risolutivi. Intendiamo anche mettere in discussione il processo di liberalizzazione delle Ferrovie ed i tagli continui ai Servizi Pubblici, rilanciando la necessità di un Servizio di Trasporto Ferroviario Pubblico e Popolare. Questo convegno e le prossime iniziative che la CUB metterà in campo si rivolgano ai lavoratori, agli utenti ed ai cittadini, per perseguire insieme il Diritto Costituzionale alla Mobilità; una battaglia che oggi diventa anche tutela di Integrità e di Sicurezza per tutti noi.

Convegno:
PORTE E SICUREZZA:
OMBRE E CONSEGUENZE DELLA PRIVATIZZAZIONE FERROVIARIA
Mercoledì 8 Maggio 2013 ore 16.30
presso
Saloncino DLF Firenze SMN
VIA ALAMANNI 4
Interventi
QUADRO GENERALE POLITICO-SINDACALE
Maurizio Barsella (CUB Nazionale)

LO SGOMENTO DEGLI OPERATORI: RISCHI, RESPONSABILITÀ, ESPERIENZE VISSUTE
Beppe Pinto (RLS Personale Bordo Bologna)

OFFICINE E MANUTENZIONE: I TAGLI E LE PROSPETTIVE
Danilo Sarti (RLS Manutenzione Firenze)

LIBERALIZZAZIONE E PRIVATIZZAZIONE FERROVIARIA
Felice Pasquale (Gruppo di Studio e Ricerca Politiche dei Trasporti )

IL PUNTO DI VISTA DEI VIAGGIATORI
Maurizio Da Re (Comitato Pendolari Valdarno ), ACU associazione consumatori

PROSPETTIVE DEL TRASPORTO FERROVIARIO E IMPEGNO SINDACALE
Alessandro Pellegatta (RLS Personale Macchina Milano)

DIBATTITO APERTO


23 aprile 2013

presidio

Mercoledì 24 aprile 2013,
dalle ore 12 alle ore 13

terremo un presidio davanti all'ingresso del cantiere della stazione "Macelli" in via Circondaria.
Proveremo a consegnare ai lavoratori dei cantieri una lettera in cui spieghiamo, per l'ennesima volta, i motivi del nostro NO a questo folle progetto, cercando di far capire loro che le nostre proposte di potenziamento della rete creerebbe molti più posti di lavoro.
Distribuiremo volantini nel quartiere.
Invitiamo tutti quelli liberi da impegni ad essere con noi.

10 aprile 2013

Comunicato stampa

SOLIDARIETÀ AI LAVORATORI DEI CANTIERI TAV CHE RISCHIANO IL POSTO DI LAVORO 
MA LE GRANDI OPERE INUTILI NON SONO LA RISPOSTA AI LORO BISOGNI

Il Comitato NO TUNNEL TAV esprime tutta la sua solidarietà ai lavoratori Nodavia che rischiano di perdere il loro posto di lavoro.
Il tema del lavoro e del diritto al reddito è un tema fondamentale, soprattutto in questo momento in cui stiamo assistendo ad una ristrutturazione sistemica che distrugge milioni di posti di lavoro in Europa e soprattutto in Italia.
Non dobbiamo però dimenticare che tutte le “grandi opere inutili” non sono la risposta giusta: creano pochissimi posti di lavoro, sono opere che richiedono un alto uso di capitali e poca mano d'opera.
Tutti i principali economisti ormai, davanti al disastro economico in cui siamo e di cui queste opere sono concausa, sostengono che lavoro e ricchezza si producono con altri strumenti, come quelli legati al potenziamento del trasporto regionale e metropolitano. Le opere necessarie al territorio creerebbero molti posti di lavoro, non solo nella fase di realizzazione, ma anche a opera ultimata, rimetterebbero in moto le piccole e medie imprese strangolate dalle condizioni dei subappalti imposti dai general contractor che si aggiudicano i “grandi cantieri inutili”.
Continuare a difendere il sottoattraversamento di Firenze davanti a queste evidenze vuol dire prendere in giro i cittadini e soprattutto i lavoratori che rischiano di rimanere disoccupati.
Oramai l'uso strumentale dei lavoratori è l'ultima arma rimasta in mano ai fautori dei questo folle progetto: corruzione, reati ambientali, collusioni con la Camorra, materiali scadenti, imprese inaffidabili e indebitate dovrebbero averlo definitivamente sepolto. Ci si chiede come sia possibile, dopo quanto emerso dalla indagini della magistratura, che i maggiori partiti continuino ancora a pretendere che questa opera non venga cancellata e dimenticata.
Suona anche stonata la difesa del progetto da parte del sindaco di Firenze Matteo Renzi che continua a sostenere che non si può tornare indietro perché ci sarebbero da pagare delle penali! Ma davvero Renzi pensa che delle imprese come quelle che escono dalle indagini della Magistratura possano essere così spudorate da chiedere compensazioni se non portano a fine questa opera?
Fino a quando la politica toscana continuerà ad abusare dell'intelligenza dei cittadini e dei lavoratori?

09 aprile 2013

prossimo presidio


Mercoledì 10 aprile 2013
dalle ore 12.00 alle ore 13.30
 presidio davanti alla sede del consiglio regionale che sarà in riunione (via Cavour 4)
Il motivo è di far pressione sulle istituzioni perché risolvano il problema dei lavoratori, che perdono il loro posto, promuovendo opere utili e creando molte più occasioni di impiego.

28 marzo 2013

presidio

GIOVEDI 04 APRILE 2013 
DAVANTI ALLA STAZIONE FS DI FIRENZE CAMPO MARTE, VIA MANNELLI
DALLE ORE 16.30 ALLE ORE 19.00
SI TERRA' UN PRESIDIO DI SENSIBILIZZAZIONE 
RIVOLTO AI CITTADINI ED AI PENDOLARI 
SUL TEMA DEI TUNNEL TAV E DEL TRASPORTO FERROVIARIO REGIONALE.

COMUNICATO STAMPA

Firenze, 25 marzo 2013

Il lavoro non può essere arma di ricatto per garantire profitti privati
Il lavoro e l'utilità sociale crescono insieme

Il Comitato NO TUNNEL TAV di Firenze esprime tutta la propria solidarietà ai lavoratori del Sottoattraversamento TAV, che sono in mobilità per via del sequestro del cantiere di Campo di Marte.
Nello stesso tempo denuncia come le loro difficoltà vengono strumentalizzate da chi vuole “ad ogni costo” la realizzazione di questo progetto totalmente inutile e tragico per la città.
Il Comitato, Italia Nostra, la Rete Toscana dei Comitati in Difesa del Territorio e il La.P.E.I (Laboratorio di Progettazione Ecologica degli Insediamenti) dell'Università di Firenze stanno organizzando un convegno per presentare ai soggetti economici della Toscana una serie di progetti di potenziamento della rete ferroviaria fiorentina (tra cui i due famosi binari TAV di superficie). A    parità di investimenti,  le opere alternative proposte garantirebbero molti più posti di lavoro che non la realizzazione di una serie di inutili e pericolosi buchi sotto la città, come gli esempi recenti di Napoli, Piale vicino Reggio Calabria, Colonia, Amsterdam dovrebbero insegnare.
L'organizzazione di questo incontro non è facile per la strana ritrosia di molti soggetti che dovrebbero essere coinvolti, in primo luogo le istituzioni toscane e i sindacati.
Il Comitato denuncia anche il clima che si è creato con i lavoratori dei cantieri; ne è esempio un casuale incontro tra una piccola delegazione di cittadini e alcuni lavoratori del cantiere dei Macelli, durante la quale un responsabile di Nodavia si è intromesso impedendo la conversazione e ribadendo ossessivamente che per qualunque informazione ci si doveva rivolgere esclusivamente all'Ufficio Nodo.
Da sempre i sostenitori del sottoattraversamento puntano sui presunti effetti benefici che questi investimenti avrebbero sull'economia e sull'occupazione, ma dimenticano l'esiguo numero di posti di lavoro creati a fronte di miliardi di euro investiti.
Quello delle “grandi opere inutili” è un enorme imbroglio: non ha effetti positivi nell'economia perché non favorisce la crescita di domanda di beni, non redistribuisce ricchezza nella società, ma garantisce esclusivamente enormi profitti sicuri alle imprese che si aggiudicano le gare, alle banche che le sostengono e al sistema politico che ne trae finanziamento.
Anche la promessa di “compensazioni” che si avrebbero dalla realizzazione di queste grandi opere inutili sono una aberrante visione della vita politica: se gli 88 milioni di euro promessi al Comune di Firenze sono necessari per la città, non si capisce perché l'erogazione deve essere forzatamente legata all'accettazione di un'opera devastante. Simili distorsioni appaiono ormai fenomeni di “prostituzione politica”. Vittime di questi meccanismi sono le piccole imprese costrette spesso ad appalti non vantaggiosi e i cittadini che devono pagare tutto.

26 febbraio 2013

Articolo di A. Ziparo


REPUBBLICA FIRENZE 21/2/2013

Intervento
TUNNEL ALTA VELOCITÀ 4 MOTIVI PER RIPENSARCI
ALBERTO ZIPARO
Docente di Urbanistica all´Università di Firenze

Uno. L´inchiesta giudiziaria sul sottoattraversamento Tav ha già evidenziato - oltre alle gravissime illegittimità amministrative ed ai profili di rilievo penale - grossi problemi ambientali e costruttivi del progetto, addirittura prima dell´inizio dello scavo vero e proprio: essi costituirebbero solo una piccola parte dei rischi e danni disastrosi che l´eventuale prosecuzione dell´opera comporterebbe. Il patrimonio architettonico e quello edilizio posti sopra il tracciato, nonché l´intero ecosistema di sottosuolo del centro, sarebbero disastrati dal complesso "tunnel –nuova stazione". I danni sarebbero ingenti soprattutto dal punto di vista idrogeologico, con dissesti, degradi e crolli più o meno ampi e continui, non solo nei dintorni del tracciato. A questo si dovrebbero aggiungere i disagi e i danni epidemiologici dovuti ad un cantiere pressoché infinito, aperto per molti anni, con continui rallentamenti e fermate, anche definitive.
Due. I pareri "favorevoli con prescrizioni" dell´iter, per il tunnel, discendevano infatti da una VIA legata al progetto preliminare che rappresentava in modo assai carente l´ecosistema interessato e quindi i relativi impatti. In particolare non si è mai prefigurato, nelle sue caratteristiche paesistiche, il contesto sotterraneo interessato: sottostimando largamente i danni potenziali. E dimenticando colpevolmente quanto continua a succedere nel Mugello, dove – a distanza di molti mesi dalla fine dei lavori - a parte il prosciugamento di torrenti e corsi d´acqua, si ripetono frane, dissesti e crolli. L´Osservatorio Ambientale, sempre invocato, non può fornire molte garanzie rispetto a tutto ciò: laddove ha più volte dichiarato "la propria incompetenza rispetto all´effettuazione di analisi o valutazioni di impatto carenti o mancanti" ed i propri compiti "limitati alla verifica di congruità del progetto, ma solo rispetto alle indagini esistenti e documentate".
Tre. Nel contesto della stazione Foster addirittura non esistono analisi ambientali. Ferrovie si è sempre rifiutata di effettuare la VIA per la nuova stazione, arrivando a reiterare una sorta di "falso ideologico", allorché si trattava di spacciare per valutazione cogente l´analisi, invero assai embrionale, a suo tempo effettuata per il progetto – poi abbandonato - di stazione di Zevi a Belfiore: un altro progetto in un altro sito. Trasposizione non prevista né permessa da alcuna normativa.
Quattro. Perché sottoporre la città ed i Fiorentini a rischi e disagi? C´è la possibilità di realizzare un molto più agevole e assai meno costoso passaggio di superficie. Lo studio dell´Università di Firenze ha anche aggiornato il relativo schema progettuale. Si accolga dunque l´appello che un gruppo di grandi esperti europei di mobilità sostenibile di Università tedesche, francesi e olandesi, coordinati da Winfried Wolf hanno rivolto a Napolitano, Monti, Rossi, Barducci e Renzi, perché si abbandoni il progetto di sottoattraversamento "inutile e dannoso" e si realizzi l´alternativa di superficie proposta da urbanisti e tecnici di UNIFI; molto meno costosa e ultimabile in 4 anni. Non è vero che "di tutto questo si è discusso per anni e quindi si è deciso". In realtà le decisioni circa il sottoattraversamento sono state assunte quando si disconoscevano le reali entità di rischi e danni ambientali. Non è mai troppo tardi per evitare un disastro.

22 febbraio 2013

COMUNICATO STAMPA

I posti di lavoro si difendono con progetti e produzioni sensate.
Il Comitato e i cittadini vogliono incontrare i lavoratori dei cantieri TAV e i soggetti economici interessati per parlare di alternative al sottoattraversamento.

Il Comitato No Tunnel TAV intende stigmatizzare la strumentalizzazione con cui viene presentata la perdita dei posti di lavoro nei cantieri del Passante AV. Indigna sentire che si attribuisce alla sola decisione della magistratura lo stop ai cantieri e i conseguenti problemi per i lavoratori. La magistratura, che è intervenuta per gravi motivi come corruzione, associazione a delinquere, infiltrazioni mafiose, ha anche dimostrato come venivano realizzate le opere del Passante TAV: in completo spregio non solo dell'ambiente, ma anche della sicurezza della città. Se la fresa avesse iniziato lo scavo si sarebbe fermata presto, vista la superficialità con cui sono stati sottostimati e occultati i rischi. È la pessima progettazione l'unico pericolo per i posti di lavoro.
Additare, anche se in maniera allusiva, la magistratura come responsabile dei problemi del lavoro è profondamente ipocrita quando è da tempo che le pessime condizioni economiche di Coopsette (cooperativa che controlla Nodavia, il general contractor del Passante di Firenze) avevano già messo a rischio parecchi posti di lavoro portando alcune società subappaltanti sull'orlo del fallimento.
Ma è ancora più ipocrita piangere oggi lacrime di coccodrillo per i 43 lavoratori che rischiano la mobilità, quando è da tempo che il Comitato - con altre associazioni e gruppi di cittadini - aveva mostrato che il potenziamento della rete ferroviaria metropolitana avrebbe creato molti più posti di lavoro che non lo scavo di un buco con una fresa; posti in più non solo nella fase di costruzione delle opere, ma anche a opera ultimata, visto che si creerebbe una ulteriore struttura di trasporto che avrebbe necessità di molti lavoratori per poter funzionare.
I tempi di progettazione e di realizzazione  sarebbero molto contenuti perché non si tratta di un unico grande progetto, ma di diversi interventi cantierizzabili e realizzabili separatamente.
Il Comitato No Tunnel TAV intende perciò iniziare un confronto con i soggetti interessati a questo tema sulla proposta di “progetto alternativo” che sarebbe occasione di ricchezza per la città e creazione di nuovo lavoro vero: sindacati, confindustria, associazioni di artigiani, di piccole e medie imprese, il Prefetto, come rappresentante del governo nella città, ma soprattutto i lavoratori di Nodavia saranno invitati a discutere quelle proposte che la politica toscana ha voluto assurdamente ignorare (salvo prenderne alcune parole d'ordine per rivenderle mediaticamente:  metrotreno, tramtreno sono vecchie proposte dal Comitato).

08 febbraio 2013

Prossime iniziative

TAV sotto Firenze: un progetto da abbandonare senza rimpianti
Tutte le denunce dei Comitati si sono rivelate più che fondate

Il Comitato No Tunnel TAV di Firenze continua la sua attività di informazione e lotta contro il progetto più devastante e inutile che interessa Firenze.

    * Lunedì 11 febbraio, alle ore 21.00, è stata organizzata una assemblea cittadina presso il cinema Adriano per una nuova stagione di opposizione alla grande opera inutile. Sarà presentato il secondo episodio (L'Immobile, protagonista Tiziana Lodato) della docufiction “Sotto Sotto” prodotta dal comitato. Sarà presente il regista Eugenio Rigacci. Saranno presenti anche alcuni dei tecnici che hanno elaborato il progetto alternativo ai tunnel che prevede l'uso della rete ferroviaria per trasporti metropolitani e suburbani.

    * Venerdì 15 febbraio, alle ore 21.00, incontro con i candidati alle elezioni politiche presso la sala del Parterre (ingresso da piazza Libertà); TAV sotto Firenze, Legge Obiettivo, grandi opere inutili: sono molti i temi per un confronto.



Scarica il volantino delle iniziative

26 gennaio 2013

Presidio NO TUNNEL TAV

Presidio NO TUNNEL TAV
Vogliamo guardarli negli occhi  

Presidio davanti alla Regione Toscana
via Cavour 4
MARTEDÌ 29 GENNAIO 2013
dalle ore 15.00 alle ore 18.00

Partecipiamo e passiamo parola, cittadini, studenti, attivisti dei movimenti, spazi liberati....
Nel ribadire la solidarietà a Riccardo Antonini per la dignità con la quale difende il proprio impegno per la verità e la giustizia sulla strage di Viareggio, rafforziamo la mobilitazione contro le opere inutili e dannose, e contro chi le sostiene (ministri, Moretti, Rossi, Renzi e Barducci). 
VOI NON CI ASCOLTATE, NOI NON VI VOTIAMO!

23 gennaio 2013

NO TUNNEL TAV


PRESIDIO
CONTRO IL PROGETTO DI SOTTOATTRAVERSAMENTO ALTA VELOCITA'
UN PROGETTO STUPIDO E CRIMINOGENO NON SI CORREGGE,
SI PUÒ SOLO CANCELLARE
DOPO QUANTO EMERSO DALLE INDAGINI DELLA MAGISTRATURA ANCHE I RESPONSABILI POLITICI DI QUESTO DISASTRO DOVREBBERO DARE LE DIMISSIONI!

GIOVEDI 24 GENNAIO 2013
DALLE ORE 17 ALLE ORE 19
VIA CAVOUR

DAVANTI AL CONSIGLIO REGIONALE
ALLA PROVINCIA DI FIRENZE
ALLA PREFETTURA

22 gennaio 2013

TAV

Controlli e Comune
Il Comitato dà fiato alla bocca e denuncia l'inizio del rimpallo di responsabilità

Con un certo sconcerto i membri del Comitato No Tunnel TAV hanno accolto le dichiarazioni del sindaco di Firenze Matteo Renzi che rivendica, per l'istituzione di cui è a capo, di aver fatto tutto quanto doveva. Pare si cominci ad assistere al solito rimpallo di colpe con dei bambini trovati con le dita sporche di marmellata. Siamo comprensivi e riconosciamo che i nervi sono a fior di pelle, ma sotto gli occhi del Sindaco e della sua amministrazione abbiamo avuto, tra l'altro, traffico di rifiuti e gravi rischi per l'incolumità dei ragazzi di una scuola.
Ci stupiscono anche certe dichiarazioni di Renzi: “Di tutte le considerazioni fatte in questi anni dai No Tav non si rintraccia nulla nelle carte dell’inchiesta”. Non si riesce a capire dove sia vissuto fin'ora il nostro Sindaco, forse troppo impegnato nelle primarie appena passate, ma le denunce di associazioni come Idra, di un paio di consiglieri o anche di questo Comitato paiono non essere esistite. Eppure basterebbe andare nei rispettivi siti per vedere la mole di materiale prodotto.
Ricordiamo solo una cosa che è tornata agli onori della cronaca oggi: il fatto che a scavare i tunnel sarebbe stata una sola fresa invece di due. I tecnici che collaborano col Comitato fecero rilevare che non si sarebbe trattato solo di un risparmio per le imprese esecutrici in contrasto con i contratti firmati, ma che l'uso accoppiato di due di queste macchine avrebbe ridotto le subsidenze in superficie, cioè i cedimenti del terreno sul quale è costruita la città; insomma ridurre le due frese ad una sola avrebbe aumentato i rischi per tutto il patrimonio abitativo e monumentale interessato dai lavori.
Queste osservazioni furono portate a conoscenza anche dell'Osservatorio Ambientale - allora esistente - il cui presidente era l'ingegner Giacomo Parenti, strettissimo collaboratore di Renzi e dirigente del Comune.
Ma si sa, quelli dei comitati danno fiato alla bocca...